Correvano i primi anni ’90, quando i “ragazzi” dell’Atletica Casalini, subito dopo aver realizzato un sogno, un’associazione per promuovere la corsa e i sani valori dello sport, propongono corse tra i loro antichissimi tratturi, jazzi di masserie, sentieri nei boschi, ripide scarpate rocciose, i mitici “spartifiamme”. “Ecomaratonina di Casalini“, “Corsa in Montagna La Specchia“, giusto per citare qualche gara del passato. È stata questa la scintilla che ha fatto scoppiare la passione delle corse in natura in Puglia. Tra quei ragazzi degli anni ’90 c’era Luca Convertini, ancora oggi imperterrito Trail Runner SM75 che incontrate abitualmente alle tappe del Puglia Trail. Ed è sempre cuore pulsante e mentore della preparazione di questo Trail.
Richiamati dal fascino di questo “ritorno al passato”, abbiamo voluto appunto cambiare il luogo di partenza; CASALINI, la piccola frazione di Cisternino.
Secoli fa, e ancora oggi nel dialetto locale, questo luogo era denominato “L’ Casalenner“, “i Casalini“, indicando nel complesso tanti antichi nuclei abitati tra i quali quelli che attraverseremo; Pignatello Acquarossa, Sancalare, Spartacavvadduzzo, La Specchia, Chiantedda con il suo “Arco”, Panza delle Casiedde d’a Mort, Cerasulo con l’antichissima Masseria e appunto Casalini, il nucleo che si è nel tempo espanso intorno all’originario.
Il Trail dei Casalini parte quindi dall’immediata periferia di Casalini e dopo un breve tratto largo e asfaltato si addentra in viottoli sterrati, attraversando uliveti e piccoli vigneti, fino al breve attraversamento, in leggera salita, del Boschetto di Sancalare.
Da un antico tratturo si giunge ad Acquarossa, dove l’antico forno a legna nel cuore della contrada sarà nuovamente acceso per l’occasione. I camminatori e i runner potranno sentire i profumi mattutini del pane appena sfornato, le donne della contrada che preparano un nuovo impasto, chi porta il suo pane da cuocere, e naturalmente potrete assaggiare “le Taraddozze“, appena sfornati.
Immediatamente dopo il passaggio dall’interno della Scuola di Equitazione Red Water e dai passaturi della Masseria di Spartacavadduzzo si raggiunge, intorno al 5° km, il primo lungo e suggestivo Single Track fatto di impervi e tortuosi saliscendi tra le rocce della Scarpata Murgiana, in uno spettacolo di colori e profumi della vegetazione in fioritura, con la visuale sterminata della Piana degli Ulivi Secolari e il Mare Adriatico all’orizzonte.
Da quelle alture ammirerete dall’alto i centri abitati di Montalbano, Speziale, Pozzo Faceto, Torre Canne e il suo imponente Faro, Villanova, le più lontane ma visibili Pezze di Greco e Fasano. Giungerete così in pieno bosco, il punto più alto del percorso, quello del Monte Specchia, dove passerete ai piedi della Grande Specchia di Pietre, che ha dato il nome al luogo.
Siamo all’ 8° km, dove inizia la lunga discesa, in picchiata verso la Piana, arrivando a tu per tu con i tronchi contorti dei secolari ulivi delle masserie di Montalbano.
Qualche centinaio di metri ed ecco l’impresa più ardua, la scalata dello Spartifiamme che porta all’ Arc d’ Chiantedd, punto di passaggio per le comunità di contadini e pastori transumanti nei secoli passati.
Giusto il tempo di un po’ di respiro in piano e riprende la salita su larghi viali nel bosco, fino all’Hotel Lo Smeraldo, al 12° km, dove il primo e la prima assoluta si aggiudicheranno il “Gran Premio della Montagna dello Smeraldo“, messo in palio dallo stesso Hotel.
Un susseguirsi di saliscendi tra tratturi e Single Track nei Monti Comunali vi porterà a Masseria Cerasulo, tra le più antiche di tutto il territorio comunale di Cisternino.
Qui chi corre incontra chi cammina e insieme si rivive la masseria di un tempo antico; attori e figuranti del luogo vi porteranno in un’atmosfera medioevale altamente suggestiva. ‘U Signur e ‘a Signur sul balcone più nobile, lo Stemma Araldico scolpito nella roccia, il massaro e la sua famiglia, i gualani impegnati nei loro umili lavori, gli stallieri con i loro cavalli da accudire.
Non lontano dalla masseria costeggerete il Palmento, ipotizzato di età tardo romana, scavato nella roccia, dove oratori latini declameranno massime sul vino nella loro lingua originaria. Sarete al 18° km, ma non sarà un miraggio.
Casalini con il suo alto Campanile si vede all’orizzonte e qui, se avrete conservato la giusta energia, potrete lanciarvi nello sprint finale, passando dalle “Casiedde d’a Mort“, che a dispetto del nome esploderanno di vita, musica e balli popolari, donandovi una dose di adrenalina per una piccola salita, davvero l’ultima, per poi abbandonarvi gagliardi nella discesa finale dell’ultimo chilometro, dove conquisterete lo Stemma Araldico di Masseria Cerasulo, realizzato in terracotta da sapienti mani di una ceramista di questi luoghi.
Speciali realizzazioni riportanti lo stesso Stemma anche per il primo e prima assoluta e per le prime tre squadre più numerose.
Dopo i ristori e le premiazioni camminatori e runner, accompagnatori e ospiti, potranno vivere un momento finale di profondo e significativo raccoglimento. Padre Tito Moulongi, atleta dell’Atletica Casalini, aspetta tutti nella “Chiesa Vecchia del Sacro Cuore“, riaperta per l’occasione.
Era la chiesetta del necessario ritrovo, per tutti gli abitanti dei Casalini di un tempo, “le Casalenner“…









