Ci sono gare che non sono solo competizioni, ma diventano racconti scolpiti nella pietra e nella memoria.
Ieri, nel cuore di Padula, si è corsa la quinta edizione del Romito Trail, valida come quarta tappa del Campionato Interregionale Trail FIDAL Sud, istituito dai comitati regionali di Campania, Basilicata e Puglia.
La Certosa che veglia sui corridori
Partenza e arrivo dalla maestosa Certosa di San Lorenzo, che con i suoi secoli di storia ha vegliato sui passi degli atleti provenienti da tutta Italia. Mille sguardi, mille respiri, un unico battito collettivo nel silenzio della pietra
La forza degli uomini e delle donne di trail
Nella gara di 18 km, il ritmo devastante di Casella Garcés Vicente Augusto (ASD Metalfer Pod. Brienza 2000) ha scritto una pagina indelebile: 1h30’05’’ di pura potenza, lasciando il secondo a ben 25 minuti. In campo femminile, a trionfare è stata Laura Delle Donne, anch’essa della Metalfer Pod. Brienza 2000, che ha fermato il cronometro a 2h06’06’’, dipingendo la vittoria con tenacia e cuore.
Nella prova regina di 30 km, a brillare sono stati Vincenzo Agata (ASD Metalfer Pod. Brienza 2000), vincitore in 2h42’, e Angela De Sario (Bramea Vultur Runners), che ha conquistato il traguardo in 3h33’46’’. Due vittorie che raccontano sacrificio, tecnica e la gioia di chi sa domare la montagna.
Un villaggio di fede e accoglienza
Ma il Romito Trail non è stato solo sport.
Il percorso ha regalato agli atleti il passaggio accanto al santuario della Madonna del Monte Romito, meta di pellegrinaggio.
Qui, i pellegrini, accampati con tende, camper e roulotte, hanno accolto i corridori con calore, applausi, sorrisi e persino con arrosticini offerti al volo. Un villaggio di fede e festa che ha reso ancora più speciale la corsa.
La papera, simbolo del Romito Trail
Ogni gara ha un segno che la distingue, e al Romito Trail questo segno è la papera di Padula.
Un animale semplice, ma ricco di significato storico: un tempo, le papere venivano lasciate libere di notte come sentinelle. Al minimo rumore, con il loro strepito svegliavano il paese, mettendo tutti in allerta.
Oggi, la papera è diventata il simbolo della corsa e campeggia sulle medaglie realizzate nella pregiata pietra di Padula, che ogni atleta porta a casa come ricordo tangibile di questa esperienza.
Così, tradizione e sport si incontrano, legando il passato della comunità al presente del trail running.
Il respiro della natura
Trenta chilometri con 1750 metri di dislivello positivo: un percorso severo e affascinante. La maggior parte del tracciato si snodava sotto una coperta di foglie e alberi, offrendo ombra e freschezza. Poi, in cima, il regalo più grande: un panorama mozzafiato, capace di far dimenticare per un attimo la fatica.
Una medaglia di pietra e di memoria
Ogni atleta arrivato al traguardo ha portato a casa un pezzo di Padula: una medaglia unica, realizzata nella pregiata pietra locale, simbolo tangibile di un legame indissolubile con la terra che ha ospitato la gara.
E su quella pietra, il simbolo della papera, sentinella notturna di un tempo lontano, capace di svegliare con il suo strepito un intero paese. Oggi, invece, custode silenziosa della memoria di questa avventura.
Oltre la gara, un’emozione
Il Romito Trail non è stato soltanto sport, ma un viaggio tra sudore e poesia, storia e natura, silenzio e applausi.
Una corsa che ha lasciato negli occhi degli atleti il luccichio di chi sa di aver vissuto qualcosa di irripetibile






