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Ci sono luoghi in cui il tempo non scorre: respira.
Luoghi dove la pietra è più antica del pensiero e il vento porta ancora i sussurri degli imperatori.
L’Alta Murgia è uno di questi.
Ed è qui, nel cuore del Parco Nazionale, che si è consumata una delle edizioni più emozionanti del MurGeopark Trail Experience, gara nazionale FIDAL di trail running e tappa conclusiva del Circuito Interregionale FIDAL Sud Puglia–Basilicata–Campania.

Un evento che ha richiamato oltre 300 atleti provenienti da tutta Italia, dall’estero e da ogni angolo della Puglia, venuti per misurarsi con 28,7 chilometri di paesaggi lunari, silenzi profondi, roccia viva e un patrimonio naturale che non si attraversa soltanto: si ascolta.

"La natura è il libro in cui la sapienza di Dio si manifesta agli uomini"

Forse è proprio questo spirito a rendere il Murgeopark qualcosa di diverso da una semplice gara. È un pellegrinaggio laico nella bellezza.

Una partenza che non rompe il silenzio, lo onora

Qui il rispetto viene prima della competizione.
Per questo la gara non si è aperta con un colpo di pistola, ma con il dolce e antico suono di una campanella, un richiamo lieve che si perde nelle valli senza ferire l’ecosistema.

Ma la sorpresa più suggestiva è arrivata subito dopo:
ad aprire il percorso è stato un cavaliere medievale a cavallo di un destriero murgiano, una figura evocativa che ha trasportato tutti – atleti e spettatori – in un tempo sospeso, tra leggenda e storia.

Ed è proprio la storia la grande protagonista di questa edizione.

Il Rito della Pergamena: quando il trail diventa racconto

Lungo il percorso, i trail runner sono stati invitati a vivere un’esperienza immersiva unica: il Rito della Pergamena.
Un progetto di rievocazione storica che ha trasformato ogni atleta in un viandante medievale,
un messaggero incaricato dall’imperatore e dal feudatario Bertoldo di Hohenburg di portare un messaggio segreto attraverso la Murgia.

Clicca sull'immagine per accedere all'archivio delle pergamene

Al check point del Garagnone, la fortezza scavata nella roccia che domina due mondi – Castel del Monte da un lato e il Castello di Monteserico dall’altro – avveniva lo scambio rituale:
una staffetta simbolica, una pergamena passata di mano in mano a rappresentare:

  • l’unità tra gli atleti
  • il cammino condiviso
  • la fiducia reciproca
  • la responsabilità dell’affidamento

Un gesto semplice ma potente che ha trasformato la gara in un viaggio.
In una storia da vivere, più che da correre.

Al traguardo, dopo aver compiuto il proprio “mandato”, ogni atleta ha risuonato la stessa campanella della partenza – chiudendo così un cerchio perfetto – prima di consegnare la pergamena al feudatario e ricevere la propria medaglia.
Un finale solenne, quasi liturgico.

La gara degli eroi: un podio scolpito nella pietra

Sul tracciato rude e magnifico dell’Alta Murgia, il primo a incidere il proprio nome nella leggenda di questa edizione è stato Antonino Maggisano (Marathon Cosenza), autentico specialista del trail, che ha trionfato con il tempo di 2:03:40.
Alle sue spalle, in una rincorsa appassionante, Michele Di Carolo (Amatori Cisternino Ecolservizi) ha conquistato il secondo posto in 2:08:18, seguito dal tenace Giuseppe Scarci (Dynamyk Fitness Palo del Colle), terzo in 2:11:33.

Quarto posto per un brillante Gianfranco Taddei (Nuova Podistica Massafra), in 2:13:05, tallonato dal francese Alexandre Esneu, quinto in 2:13:29, che ha aggiunto un tocco internazionale alla sfida.

Tra le donne è stato il Salento a brillare, con una straordinaria Piera Pastore (Podistica Parabita), prima in 2:36:39, capace di dominare il percorso con equilibrio e determinazione.
Secondo posto per la francese Lucie Kondor, in 2:39:39, elegante e potente nel suo incedere sulla roccia.
Terza Paola Faggiano (Nocera Runners), che ha chiuso in 2:43:04 con la grinta e il sorriso di chi sa ascoltare il richiamo della Murgia.

A completare la top five:

  • Angelica Roselli (Free Runners Molfetta), quarta in 2:46:34
  • Annalisa Di Mola (Alberobello Running), quinta in 2:48:28

Gare così non si vincono soltanto con le gambe: si vincono con il cuore.

Un circuito che si chiude, una storia che continua

La gara ha rappresentato anche la tappa conclusiva del Circuito Interregionale FIDAL Sud, un progetto nuovo, forte e condiviso che ha unito Puglia, Basilicata e Campania nella promozione del trail running come disciplina identitaria dei territori.

Il Murgeopark Trail Experience ha chiuso il circuito nel modo più degno possibile:
con una festa di colori, culture, tradizioni, corse e storie intrecciate.

L’eredità della Murgia

Quando cala il silenzio e l’ultimo atleta ha ormai deposto la pergamena nella bacheca del feudatario, resta qualcosa che non si può misurare con il cronometro.

Resta la magia della Murgia.
Resta la sensazione di essere parte di qualcosa di antico e immenso.
Resta la consapevolezza che, in fondo, il trail non è solo una gara: è un ritorno all’essenziale.

E resta, come un’eco senza tempo, il monito del grande imperatore che più di tutti comprese questi luoghi:

"La natura è il libro in cui la sapienza di Dio si manifesta agli uomini"

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