Il circuito Puglia Trail del primo semestre si è appena concluso, ma la nostra avventura tra i sentieri pugliesi continua. Anche se non fanno parte del circuito ufficiale, alcuni trail della regione meritano grande attenzione. Tra questi spicca il Giro del Falco, che il 25 maggio 2025 ha celebrato la sua 25ª edizione.
Una storia lunga 25 anni
Tutto ebbe inizio da un’idea di tre soci della ASD Dorando Pietri di Gravina in Puglia: Gianni Tucci, Giacomo Messenio e Renzo De Leonardis. Insieme e sostenuti dalla loro squadra, diedero vita a una gara unica nel suo genere, con partenza e arrivo presso l’allora stazione ippica comunale, su un tracciato a giro unico, immerso nel cuore del Bosco Difesa Grande.
Per circa vent’anni, il Giro del Falco è stato una competizione di cross amata e partecipata, capace di coniugare sport, natura e identità territoriale. Tuttavia, negli ultimi anni, l’evento ha subito un’importante trasformazione.
Infatti, a causa di interventi burocratici e motivazioni ambientali, il percorso originario è stato definitivamente abbandonato. L’intera area era stata colpita da un grave incendio, che ha reso il bosco inaccessibile per motivi di sicurezza e tutela ambientale. La zona è oggi vietata a qualsiasi attività, poiché persistono rischi legati alla caduta di alberi e alla fragilità del suolo.
Per questo motivo, la partenza è stata spostata presso le Cantine Colli della Murgia, e il tracciato è stato completamente rinnovato, pur mantenendo inalterato lo spirito trail che da sempre contraddistingue l’evento.
Il percorso 2025: tra salite, storia e scenari suggestivi
Il nuovo percorso, lungo circa 14,5 km con 250 metri di dislivello positivo, è stato definito scorrevole ma con alcuni tratti decisamente selettivi.
Dopo una prima parte agevole, la sfida vera e propria è cominciata intorno al km 3,5, nei pressi del Torrente Annunziata, dove ha preso il via la salita più impegnativa. Fino al km 5, in zona Jazzo Staturo del Lepore, gli atleti hanno affrontato un tratto con pendenza del 25%, che ha messo a dura prova gambe e fiato.
Successivamente, il tracciato si è snodato verso la Vaccarizza (le stalle comunali), per poi attraversare un sito dal valore simbolico e storico: la ex base missilistica NATO risalente agli anni della Guerra Fredda.
Da lì è iniziata la discesa verso il vivaio forestale San Nicola della Macchia, seguita da una risalita lungo la pista ciclabile che porta all’ingresso del suggestivo e temporaneo Lago d’Olmo. Il percorso si è poi inoltrato in un sentiero sinuoso e lungo che ha condotto gli atleti fino alla discesa della “Befana”. Dopo un tratto sul sentiero CAI, un ultimo strappo di 250 metri ha preceduto la fase finale.
La gara si è conclusa con un segmento pianeggiante di circa 3 km, già affrontato in partenza, tra querce maestose e profumate ginestre, in un’atmosfera silenziosa e suggestiva.
Quasi 200 partecipanti e vincitori d’eccellenza
Alla partenza si sono presentati quasi 200 atleti, a conferma dell’importanza e dell’attrattiva della gara.
A imporsi tra gli uomini è stato Giuseppe Scarci (Dynamyk Fitness), con un tempo di 1h 02’00”, mentre tra le donne ha dominato Luisa Dragonetti (Trani Marathon), chiudendo in 1h 16’01”.
Giro del Falco: 25 anni dopo, il volo continua.
Appuntamento al 2026, per scrivere insieme un nuovo capitolo di questa straordinaria storia di sport.
Gara stupenda sotto tutti i punti di vista, complimenti agli organizzatori.
Una giornata perfetta vissuta nella condivisione dei valori squisitamente sportivi ,ecologici ed enogastronomici nel neo geoparco del Bosco Difesa Grande
Si può già programmare la prossima edizione.
La mia prima partecipazione a questa gara. Un percorso bellissimo, scelta perfetta del periodo per la spettacolare vegetazione rigogliosa e variegata. Potrebbe ambire ad avere un posto importante nel circuito Puglia Trail.